Articoli - 15 Ottobre 2009

Uno standard europeo per la rete delle cose

Autore: Laura Zanotti - Redazione

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Negli ultimi quindici anni le tecnologie di rete hanno inaugurato nuove modalità di servizio una volta impensabili. Oggi ci sono fotocopiatrice capaci di ordinare le risme dei fogli o le cartucce in esaurimento mentre con i telefonini è possibile effettuare pagamenti in modalità contactless. Sono solo due esempi ma, a fronte di 1,7 miliardi di internauti, gli analisti descrivono numeri molto più elevati del sommerso che gira attorno al Web. Sarebbero, infatti, più di 100 miliardi gli oggetti e le macchine che, in vario modo, utilizzano ogni giorno la Rete.

Il progetto European Casagras (Coordination and Support Action for Global RFID-related Activities and Standardisation), sponsorizzato dall'Unione Europea, nasce per promuovere una collaborazione a livello internazionale finalizzata a accelerare tutti i processi legati allo sviluppo di una Internet delle cose. Tra i partecipanti al progetto, oltre agli Stati Uniti, anche alcuni referenti dei Paesi asiatici: Supply Chain innovation Centre (Hong Kong, China), Yrp Ubiquitous Networking Laboratory (Japan), Electronics and Telecommunication Research Institute (Etri, Korea),  che cooperano tutti con l'inglese Aim e con una nuova istituzione, denominata European Centre for Automatic identification and Data Capture (Aidc). 

Tra gli obiettivi del gruppo una revisione degli standard e delle procedure a livello internazionale in relazione al Rfid, la stesura di una regolamentazione degli standard Rfid, la definizione delle aree applicative in cui applicare gli standard della radiofrequenza. L'obiettivo è quello di creare degli standard di comunicazione e di codificazione.

“La collaborazione internazionale è fondamentale – ha spiegato Ian G. Smith, cordinatore di Casagras – e per l'Europa mettersi alla guida dello sviluppo significa anche rilanciarsi come partner di riferimento globale. Una delle chiavi che contribuiranno al successo dell'iniziativa sono i programmi di formazione, che consentiranno di trasmettere al meglio quali sono i vantaggi e le potenzialità legate a questo tipo di sviluppo”.

La commissione responsabile ha anche stilato una ricerca, intitolata “RFid and the Inclusive Model for the Internet of Things”.
Secondo i dati raccolti dagli esperti, più di un milione di dispositivi, misuratori elettrici, sistemi di navigazione, fotocopiatrici e via dicendo, già scambiano informazioni sfruttando tecnologie di networking tradizionali o wireless evidenziando alcune volte l'incompatibilità dei protocolli utilizzati come interfacce. In futuro assisteremo a una progressiva migrazione verso le tecnologie Ip e la nuova “Rete delle reti” in cui ci sarà una convergenza tra le tecnologie wireless (Umts, Hspa, Lte, Wi-Fi, Wimax) e quelle contactless (Near Field Communication).

La combinazione tra Ip ed Nfc contribuirà ad accrescere l'intelligenza degli oggetti ma imporrà anche nuove politiche di messa in sicurezza relativamente alla protezione dei dati personali, al controllo della loro integrità, al rafforzamento delle pratiche di autentificazione, firme, gestione della sicurezza dei dati e delle applicazioni definite “over the air”.
In questo contesto, le Sim card sembrano la scelta più ovvia nell'attivazione di questi nuovi processi di identificazione: più di 4 miliardi di Sim card sono utilizzate dai telefonini. Considerato che le smart card utilizzate nel mondo quest'anno hanno raggiunto un volume pari a 6 miliardi, significa che il mobile assorbe il 60% del comparto.

La naturale evoluzione verso l'Ip sta modificando gli scenari di mercato. Già oggi è aumentato lo sviluppo di moduli M2M (machine to machine) utilizzati negli ambiti più diversificati, dall' energy management application alla gestione dei sistemi di navigazione dei veicoli (European eCall project) ora incorporati nelle Sim card. Telenor, provider scandinavo delle Telco, prevede che le connessioni M2M rispetto ai contratti del 2009 lieviteranno già a partire dal prossimo anno.

L'adozione delle Sim card come standard da parte di istituzioni riconosciute dall'Unione Europea come l'Etsi (European Telecommunications Standards Institute) o la Gsma (Groupe Speciale Mobile Association) per mettere in sicurezza le applicazioni Nfc come nel caso dei pagamenti e della bigliettazione elettronica (e-ticketing) fanno parte dello stesso trend: modulare Internet al servizio delle persone. L'utilizzo dei tag, ad esempio nel caso dei poster intelligenti, consentirà tutta una serie di combinazioni applicative. Immaginate di poter acquistare il biglietto del cinema semplicemente avvicinando il vostro telefonino alla locandina affissa in strada, scegliendo addirittura il posto a sedere...

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