Articoli - 10 Aprile 2006

Rfid Lab: dove si sposano pubblico e privato

Autore: Staff - Redazione

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Da un lato l'accordo con Oracle e Intel. Dall'altro quello con il centro informatico della pubblica amministrazione. Così il raggio d'azione del centro sperimentale dell'Università di Roma La Sapienza si allarga
 
Da un lato l'accordo con Oracle e Intel. Dall'altro quello con il centro informatico della pubblica amministrazione. Così il raggio d'azione del centro sperimentale dell'Università di Roma La Sapienza si allarga

 

Avanti tutta. L'Rfid Lab, il laboratorio di test e integrazioni per le tecnologie Rfid nato nel 2004 all'interno del Cattid (Centro per le applicazioni della televisione e delle tecniche di istruzione a distanza) dell'Università La Sapienza di Roma, spinge sull'acceleratore con due importanti accordi appena siglati, nel pubblico e nel privato. Il primo riguarda la collaborazione con il Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione (Cnipa). Il secondo, la partnership con due major dell'informatica: Intel e Oracle. Insieme, si guarda nella stessa direzione: trovare, sperimentare e implementare soluzioni innovative per i servizi e per le applicazione dei tag a radiofrequenza.

 

Nella pubblica amministrazione si valuteranno potenzialità e benefici delle etichette elettroniche che, consentendo l'identificazione e la lettura a distanza delle informazioni, hanno le carte in regola per snellire e smistare con più efficienza le pratiche burocratiche. Sull'altro fronte, la partecipazione delle due multinazionali ai progetti seguiti da Rfid Lab si traduce in concrete opportunità: all'interno del laboratorio buona parte delle strumentazione Rfid è stata infatti fornita da Intel e Oracle, e dalle loro aziende partner che studiano tecnologie innovative legate alle soluzioni mobili. L'elenco è lungo, e comprende Caen, Datalogic, Escort Memory Systems, Fujtsu-Siemens, Geodans, Hipro, Hp, Lab-id, Loquendo, Nokia, Psion Teklogix, Siemens, Softwork, TeleAtlas, Ubiquicom. Ed è questo uno dei principali punti di forza di un centro che si sta affermando come il punto di riferimento a livello europeo nelle attività di ricerca per la IT:  “La caratteristica multi-hardware venders, cioè la partecipazione di un gran numero di partner che forniscono supporti informatici, ci permette di essere al di sopra delle parti e prendere da ciascuno solo il meglio”, commenta Carlo Medaglia, vicedirettore del Cattid. Ma l'accordo apre nuove porte anche agli studenti dell'Università La Sapienza, perché Oracle metterà a loro disposizione borse di studio e stage.

 

In appena due anni di attività, l'Rfid Lab ha già avviato numerosi progetti di ricerca. Ne sono esempi, come ci racconta Medaglia, il Wi-Book, un prototipo destinato alle biblioteche per identificare i volumi lasciati in prestito, senza dover digitare titolo e nome come si fa oggi; il Wi-Art, anche detto “museo parlante”, è un progetto per amplificare il livello di interattività dei visitatori museali: ogni quadro o scultura, munita di tag, invierà automaticamente le informazioni sull'opera al palmare o al telefonino “intelligente” del visitatore, collegati al server del museo via wi-fi. E ancora, Rfid Lab ha sperimentato una soluzione Rfid per le persone non vedenti, il cane guida elettronico. “Si realizza un tracciato urbano con tag Rfid”, dice Medaglia. “Il lettore applicato al bastone del non vedente comunica con i tag sul terreno, li rileva in sequenza, inviando all'auricolare della persona, tramite Bluetooth, le informazioni su come spostarsi e sugli eventuali ostacoli lungo il tragitto”. Atro progetto interessante, se se si pensa che ogni anno si perdono circa 30 milioni di valigie nei voli aerei, consiste nell'applicazione di etichette nei bagagli imbarcati in aeroporto. Connesse a un tag su una scheda del possessore, questi può seguire il percorso della propria valigia ed essere subito allertato in caso prenda la direzione sbagliata.

 

“Stiamo andando sempre più verso la realizzazione di un 'Internet degli oggetti'”, continua il ricercatore. “Le etichette elettroniche permettono agli oggetti di comunicare fra loro, senza fili, e di comunicare con noi, per esempio attraverso i telefonini”. Questo è il futuro (nemmeno troppo lontano visto che alcuni modelli sono già in commercio), la frontiera a cui puntano le principali società di telefonia mobile: l'Nfc, sigla che sta per “Near field communication”.

 

Con tutti questi fronti da sviluppare, si capisce che l'Rfid Lab abbia bisogno di allargarsi. Ed già in cantiere un Rfid Lab2, un centro gemello, ma più orientato verso la logistica, che dovrebbe essere ospitato presso il polo di Pomezia dell'Università La Sapienza.

 

 
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